“La vera maestria del giocatore di scacchi consiste nell’impedire all’avversario di mostrare quello che sa fare.”(Garry Kasparov)
Che cos’è lo zugzwang? Per saperne di più, consultiamo il Dizionario Enciclopedico degli scacchi di Chicco e Porreca, l’unico vero, insostituibile, vocabolario della lingua scacchistica italiana: “Parola tedesca entrata nell’uso universale per indicare la costrizione a muovere in una posizione in cui il dover muovere è dannoso. Lo sfruttamento dello zugzwang è in ultima analisi uno sfruttamento della libertà di attendere, cioè, di avere un tempo a disposizione, che manca invece alla parte avversaria. Questo sfruttamento del tempo, fondamentale nella teoria dell’opposizione, è comune ai problemi e agli studi.”
Ed il termine zugzwang – composto dalle parole tedesche Zug (mossa) e Zwang (costrizione) – già adoperato in campo studistico sul finire del XIX secolo, viene ad essere impiegato nei commenti tecnici delle partite di gioco vivo solo nei primi del Novecento: uno dei primi a farne uso è il campione del mondo Emanuel Lasker in persona. Da allora il nostro termine – che spesso i principianti confondono con l’altro vocabolo tedesco di uso comune, Zeitnot (mancanza di tempo) – è entrato con pieno diritto nella pratica dei finali.
Eccone un lampante esempio, firmato Boris Spassky.
Boris Spassky
Elementi strategici
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Vantaggio di spazio
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Migliore coordinazione dei pezzi
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Migliore struttura di pedoni (migliori avamposti)
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Possesso di colonne aperte
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Pressione sui punti deboli
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Occupazione di case nel campo nemico
Elementi tattici
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Ostruzione
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Inchiodatura
Come si può facilmente riscontrare, gli elementi strategici svolgono un ruolo predominante su quelli tattici, i quali assumono semmai un ruolo ausiliario rispetto ai primi, che possono essere ulteriormente ampliati nel caso concreto, ricomprendendo l’intero arsenale degli strumenti che permettono di realizzare una limitazione delle possibilità dinamiche dell’avversario.
Ed anche in questo ambito uno dei primi pionieri è stato Aaron Nimzowitsch: il padre de Il mio Sistema non solo è stato tra i primi ad esaminare casi di zugzwang strategico, dove l’elemento del blocco assolveva un ruolo fondamentale, ma è stato inoltre il protagonista di quella che in molti hanno definito l’Immortale dello zugzwang, dove l’avversario, il malcapitato Fritz Sämisch, si trova nella spiacevole situazione di non aver più buone mosse a disposizione già al venticinquesimo tratto! La partita, presente in molteplici manuali, è riveduta e corretta nei commenti dalla supervisone di Garry Kasparov!
Aaron Nimzowitsch
